Eli (17 anni)
"Sono partito dall'Albania il 12 dicembre 2008. Ho fatto 8 giorni di viaggio. Ho lasciato tutti i miei amici e la mia famiglia. Ero troppo arrabbiato e sono entrato in una casa famiglia molto bella. Le persone che lavoravano lì erano brave e mi stavano vicino. Il primo mese in comunità non stavo neanche seduto insieme ai miei aducatori perché piagevo sempre: mi mancava la mia famiglia. Adesso frequento il primo anno della scuola alberghiera e mi sono abituato a vivere qui, in compagnia di altri ragazzi come me. La scuola mi piace molto e ho scelto quella giusta per me. Mi piacerebbe trovare un lavoro per tutto l'anno come cameriere perché mi piace stare a contatto con le persone.
Federico (16 anni)
"Quando sono stato inserito nella Casa-Famiglia di Riccione ho dovuto lasciare i miei amici e la mia città. Ero così arrabbiato che spaccavo tutto. Volevo spaccare il mondo! Pensavo che gli educatori mi odiassero! Ed invece hanno continuato ad aiutarmi. Ora so che vogliono davvero il mio bene. Mi fido di loro. Parliamo molto. Ed insieme stiamo progettando il mio futuro."
Natalia (17 anni)
"Non riuscivamo a dormire. Mai. Nessuna aveva il coraggio di scappare. Dicevano che ci avrebbero uccise se parlavamo. Ero disperata! Odiavo l'Italia e tutti gli uomini. Non so che stella devo ringraziare se ora sono qui in questa casa famiglia. Frequento la scuola alberghiera ed in estate lavorerò come babysitter in un albergo bellissimo. Ho ricominciato a sorridere e... a vivere!"
Mohammed (18 anni)
"Grazie a questa associazione ho finito la terza media e ora lavoro come tuttofare in un albergo. Aiuto la mia famiglia mandando loro dei soldi ogni mese. Non è facile farsi accettare qui perché molti ragazzi marocchini, come me, fanno soldi vendendo la droga e rubando e quindi la gente non ci vuole bene. Io sono diverso da loro. E lo voglio dimostrare ogni giorno."